Brexit: che cosa è il “backstop”?

Le scogliere e la quadratura del cerchio sono idealmente accomunate dal "backstop": ecco perché la non-frontiera irlandese tiene in ostaggio la Brexit.

Scogliera di MonSuona come qualcosa che abbia a che fare con il baseball, il rugby o il cricket, ma pur essendo coniato dagli inglesi, il backstop ha a che fare con le scogliere e riguarda il sistema per evitare che l’Irlanda sia nuovamente divisa da una frontiera, che molti ancora ricordano violenta e sanguinosa.

Dal punto di vista politico il backstop è il prezzo che la Prima Ministra inglese, Theresa May, deve pagare per mantenere i voti sufficienti a governare: questi voti le sono forniti dal DUP, il partito unionista irlandese, che basa la propria ragion d’essere nella difesa a oltranza dell’integrità nord irlandese in seno al Regno unito. Dal punto di vista pratico, il backstop assomiglia molto al problema della quadratura del cerchio: comunque ci si voglia approssimare a una soluzione, questa sarà sempre irraggiungibile.

Su una cosa tutti sono d’accordo: la frontiera tra repubblica d’Irlanda (l’Eire) e l’Irlanda del Nord (il Regno unito) deve restare permeabile e sostanzialmente invisibile, non è pensabile che ritorni a essere un hard border, una vera frontiera che divide due sistemi economici. Al di là del movimento delle persone, il problema però è posto dal fatto che due sistemi economici che vogliono separarsi e essere in grado di imporre leggi diverse, soprattutto in materia di commercio internazionale, sicurezza dei prodotti, igiene e prezzi non possono non avere un confine preciso. Altrimenti, chi garantirebbe che le merci prodotte o importate da una parte non circolassero liberamente anche dall’altra: una barriera deve esistere! Il compromesso apparentemente più semplice sarebbe quello di approfittare della barriera naturale fornita dal mar d’Irlanda, ovvero di lasciare che l’Irlanda del Nord appartenga di fatto all’unione doganale dell’UE e che i punti di entrata/uscita dei due sistemi economici siano i porti. Purtroppo, gli unionisti del DUP ritengono che questo potrebbe essere il primo passo verso il distacco dell’Ulster dal Regno Unito e pongono il veto assoluto su questa ipotesi.

In attesa che menti geniali inventino una soluzione al fatto di essere obbligati a creare una frontiera senza che sia una barriera, la bozza di accordo di Brexit prevede di instaurare un regime temporaneo di sostanziale unione doganale tra UE e Regno unito, durante il quale siano valide per entrambe le parti le regole dettate dall’UE: il backstop. A questa soluzione si oppongono risolutamente i sostenitori della Brexit pura, che ritengono inammissibile di dover sottostare alle regole dell’UE – senza neppure avere titolo per discuterle – per un tempo che sulla carta sarebbe limitato a 40 mesi, ma che in realtà ha tutte le premesse per prolungarsi indefinitamente (ovvero fino al momento in cui le geniali menti di cui sopra abbiano trovato una soluzione alla quadratura del cerchio).

L’importanza della questione è tale che il governo di Theresa May è stato durissimamente sconfitto nella votazione che avrebbe dovuto approvare l’accordo già sottoscritto con l’UE, quindi il Regno unito non ratificherà l’accordo e si sta preparando (alla spicciolata) a uscire dall’UE, il 29 marzo, senza un accordo. Gli inglesi lo chiamano letteralmente il salto dal “bordo della scogliera”!

Post Correlati

Leave a comment