La Strategia EU 2020 in Italia e Francia: a che punto siamo?

SOGES è impegnata nella misurazione intermedia degli indicatori di risultato del Programma Alcotra per l'attuazione della Strategia Europa 2020

Insieme alla Società Parcourir l’Europe di Tolosa SOGES sta svolgendo per la regione Auvergne Rhone Alpes un’indagine sullo stato di realizzazione di tre indicatori di risultato nell’ambito del Programma di cooperazione trasfrontaliera Francia-Italia ALCOTRA.

La Strategia Europa 2020 regola l’intera programmazione dei fondi strutturali europei per il periodo 2014-2020 e promuove   lo sviluppo  del territorio orientandosi ad una CRESCITA su tre livelli:

INTELLIGENTE, ovvero capace di investire nei settori dell’istruzione, della ricerca e dell’innovazione.

SOSTENIBILE, attenta alle politiche energetiche e rispettosa dei cambiamenti climatici.

INCLUSIVA, pronta a promuovere la coesione sociale e territoriale e a migliorare il mercato del lavoro.

SOGES conosce già bene queste priorità strategiche, avendo già fornito l’assistenza tecnica alle Autorità di Gestione nella scrittura di quattro programmi di cooperazione territoriale europea negli anni 2014-2015: Interreg ADRION, Italia-Croazia, IPAII Italia-Albania-Montenegro e Grecia-Italia, nei quali sono state programmate misure apposite per sostenere l’occupazione, la ricerca ed innovazione, l’uso efficiente delle risorse e la tutela dell’ambiente.

Con questo nuovo studio SOGES sta analizzando lo stato di performance degli indicatori sul territorio italo-francese (province di Torino, Cuneo, Aosta, Imperia e Savona, unitamente ai dipartimenti della Savoia, Alta Savoia, Alpi dell’Alta Provenza, Alte Alpi ed Alpi Marittime) illustrando i principali cambiamenti attesi a seguito dell’attuazione del programma ALCOTRA, ma anche le sinergie tra queste strategie e altri meccanismi nell’area del programma. Sono  tre gli ambiti principali su cui viene analizzato l’impatto di questi indicatori sul territorio:

  1. utilizzo da parte degli enti territoriali di materiali eco-sostenibili, di origine naturale o riciclati, con una buona prestazione ambientale e che contribuisce a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici;
  2. anticipazione degli effetti negativi dei cambiamenti climatici e adozione di misure per prevenire ridurre al minimo i danni che il cambiamento climatico può indurre. Esempi di misure di adattamento possono riguardare l’uso efficiente delle risorse idriche, le misure di adattamento nella pianificazione urbanistica e edilizia agli  eventi meteorologici estremi, la selezione di specie forestali meno vulnerabili alle tempeste ed agli incendi, lo sviluppo della conoscenza e della cultura del rischio attraverso azioni di sensibilizzazione specifiche per la popolazione;
  3. attivazione di servizi socio-sanitari non previsti all’interno di un quadro normativo stabilito (obbligatorio o abituale), ma che sviluppano una forma di innovazione sociale, organizzativa o tecnologica rispetto a servizi simili esistenti sul territorio (esempio: approccio medico-sociale coordinato per persone in situazione di dipendenza, messa in rete degli attori che non lavoravano insieme in precedenza sul sostegno sociale alle persone in stato di vulnerabilità sociale, uso di tecnologia dell’informazione per erogare un servizio…); o ancora, servizi sociali innovativi forniti alla popolazione di un territorio locale (es. negozio di generi alimentari a fini sociali, centri di accoglienza o di sostegno per popolazioni in situazione di fragilità ), servizi integrati (percorso sociale, accompagnamento integrato di target specifici : giovani, anziani,…)

Dalla base di partenza del 2016, dalla quale si calcola l’avvio dei primi progetti, sono stati già fatti interessanti progressi.

Ecoinnovazione, resilienza ai cambiamenti climatici, innovazione sociale sono temi sempre più ricorrenti nei progetti che SOGES propone agli enti locali. Approfondiamo di seguito cosa vuol dire inserire questi aspetti nelle strategie di sviluppo di un territorio.

L’Ecoinnovazione e le tecnologie verdi sono strategiche per il futuro dell’Europa e rappresentano il cuore delle politiche dell’UE. Il benessere e la prosperità economica dell’Europa sono strettamente legati all’ambiente e, nei prossimi anni, la richiesta a livello globale di fonti di energia rinnovabili e di soluzioni efficienti in termini di risorse offriranno nuovi posti di lavoro e crescita economica.

Con l’Accordo di Parigi del 2015 ed  il Patto di Amsterdam dell’anno successivo gli stati europei hanno concordato misure per anticipare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici e adottare strategie appropriate per prevenire o ridurre al minimo il danno che possono causare ai territori. L’attenzione è rivolta in particolare a temi specifici come: la valutazioni della vulnerabilità, la resilienza al cambiamento climatico e la gestione del rischio, comprese le dimensioni sociali delle strategie di adattamento climatico.

L’innovazione sociale può costituire una leva per immaginare e valorizzare nuove esperienze e modelli per combattere le povertà e per promuovere – insieme ai cittadini – un nuovo tipo di sviluppo. Si tratta di nuove idee (prodotti, servizi e modelli) che rispondono ai bisogni sociali in modo più efficace delle alternative esistenti e che, allo stesso tempo, creano nuove relazioni sociali e collaborazioni. Il processo sotteso all’innovazione sociale implica trasformazioni tanto di prodotto (i servizi offerti) quanto di processo (chi offre il servizio e con quali risorse), che si distinguono dal resto delle sperimentazioni nel sociale per il fatto di riuscire a migliorare effettivamente e in modo duraturo la qualità della vita dei cittadini.

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